Antonio Justel Rodriguez

VIA LATTEA


... così, così densa è la notte,
che guardo il cielo, il mio essere turbato da un'immensa leggerezza;
... dove, dove sono, mi chiedo, e che dio è questo,
che mi solleva così in alto, che mi immerge in profondità e mi trattiene in questo cavo di corpo,
e prima che tale immensità mi afferri e mi tagli il petto come un filo?
Chi, chi sono io per cominciare la vita in questa quiete del mondo
e anela a un volo come la speranza?
... al margine del sentiero, le lucciole gridano con la loro piccola luce,
mentre con me vanno i veli di sangue e d'erba,
le pietre bianche e i pioppi fruscianti;
... ma la Via Lattea resta enorme e alta, e, mio ​​caro Dio,
sparge i suoi ammassi celesti affinché qui, così lontano, io non bruci né muoia;
...stanotte, no, non la dimenticherò mai.
***
Antonio Justel/Orion de Panthoseas
https://oriondepanthoseas.com
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Toutes les droites appartiennent à son auteur Il a été publié sur e-Stories.org par la demande de Antonio Justel Rodriguez.
Publié sur e-Stories.org sur 01.09.2025.

 
 

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