Fontana di Trevi – Dramma in cinque atti
Atto I – Il caffè e la moneta
Personaggi:
Er Barista – filosofo sarcastico, romano autentico
‘o Turista – napoletano, poetico, con la valigia zeppa di sogni
La Fontana – tranquillamente ascolta e borboglia
Scena:
Roma, sera. La Fontana di Trevi brilla sotto i lampioni. Un piccolo chiosco di caffè è aperto. Il brusio dei turisti si mescola al suono dell’acqua. Il sipario si apre su Er Barista, che asciuga tazzine.
(Luci calde. Il Barista fischietta. Entra il Turista, valigia in mano.)
TURISTA
(guardando la fontana)
«A prima vista… pare ‘na promessa.»
BARISTA
(senza voltarsi)
«E daje, pure stasera ce sta chi crede ai miracoli.»
TURISTA
(sorridendo)
«Ué, cumpà, me fai nu caffè? Ma uno serio, eh… niente cose a buon mercato.»
BARISTA
(si gira, lo squadra)
«Aho, ma che stai a dì? Qui er caffè è a regola d’arte, mica a cazzo de cane!»
TURISTA
(ridendo)
«Bella, però. Ogni vota che vengo a Roma me pare ‘na maravija… pure se, come dite voi, ogni maravija dura tre giorni.»
BARISTA
«Eh, ma qui a Roma, fratè, piove o nun piove er Papa magna. E la fontana pure. Guarda là quanta gente tira monete… se le raccogliessero, diventavi ricco da un giorno all’altro.»
TURISTA
(si avvicina al bancone)
«Senti, ma è vero che qui dite: “A Roma Iddio nun è trino, ma quattrino”?»
BARISTA
«E come no! Qui er dio che conta è quello che sonà… e nun parlo de campane. Ma tu da dove vieni?»
TURISTA
«Da Napoli, cumpà. E guarda, io nun me ‘ngrugno: Roma è bella, ma Napoli… è Napoli.»
BARISTA
«Aho, su questo nun ce piove. Ma senti, te vedo allegro… che sei venuto a fa’?»
TURISTA
«A tirà ‘na moneta. Dicono che se torna sempre.»
BARISTA
«Sì, ma nun te fa’ illusioni: qui c’è gente che tira monete a più non posso, e poi torna solo perché ha lasciato la valigia in albergo.»
TURISTA
(scoppia a ridere a crepapelle)
«Senti, ma tu che stai sempre qui… la gente che viene, che te pare?»
BARISTA
(appoggia la tazzina, guarda la fontana)
«A dir la verità, fratè, qui se vede de tutto. C’è quello che tira la moneta a occhi chiusi, quello che la tira a spron battuto, quello che la tira a malapena appena… e quello che, se potesse, ce se buttava dentro lui. Ma, in fin dei conti, tutti cercano ‘na speranza.»
TURISTA
(serio, quasi sottovoce)
«E tu? Che speranza tieni?»
BARISTA
(si ferma, lo guarda negli occhi)
«Io? Speranza? Aho… a ben guardare, me basta che la gente venga, beve er caffè, ride… e nun rompe troppo. Che poi, er monno l’aregge Iddio, la croce l’areggo io.»
TURISTA
«Allora famme ‘stu caffè, che poi vado a tirà la moneta. E speriamo bene.»
BARISTA
(versando il caffè)
«E daje. Ma ricordate ‘na cosa: se la moneta nun funziona… torna qua. Te faccio un altro caffè, e vedrai che la vita cambia in men che non si dica.»
(Il Turista prende il caffè, lo beve di gusto, si avvia verso la fontana. Il Barista lo osserva.)
BARISTA
(mormorando)
«A Roma, fratè… chi te loda in faccia, te dice male de dietro, ma chi te fa un buon caffè… quello nun te tradisce mai.»
Sipario.
Fontana di Trevi – Dramma in cinque atti
Atto II – La voce dell’acqua
Personaggi in scena:
Er Barista
Il Turista
La Fontana – che ora parla, come un coro antico
Una Ragazza Francese – sognatrice, inquieta
Un Venditore di Rose – ironico, fatalista
Scena:
La Fontana di Trevi, poco dopo la partenza del Turista verso il bordo dell’acqua.
Le luci diventano più fredde, come se la notte avesse preso fiato.
(La Fontana mormora. Il Turista è di spalle, pronto a lanciare la moneta.)
LA FONTANA
(voce profonda, come un’eco)
«Ogni moneta è un desiderio,
ogni desiderio è un debito.
E io li custodisco tutti,
da secoli,
senza mai giudicare.»
(Il Turista si blocca, come se avesse sentito qualcosa ma non fosse sicuro.)
TURISTA
«Mah… sarà ‘o vento.»
BARISTA
(da lontano, asciugando un bicchiere)
«O sarà che Roma parla, fratè.
E quanno parla Roma…
meglio ascoltà.»
(Entra la Ragazza Francese. Ha un cappotto chiaro, un taccuino, e un’aria sospesa.)
RAGAZZA FRANCESE
(con accento lieve)
«Bonsoir… scusate…
è qui che si fanno i desideri?»
TURISTA
«Eh… sì. Basta ‘na moneta.
Ma nun è garantito niente, eh.»
RAGAZZA FRANCESE
«In Francia diciamo che i desideri
sono come le farfalle:
se li stringi troppo, muoiono.»
BARISTA
«A Roma diciamo che
se li stringi troppo…
te fregano.»
(Il Turista ride. La ragazza sorride senza capire del tutto.)
(Arriva il Venditore di Rose, con un mazzo stropicciato ma dignitoso.)
VENDITORE DI ROSE
«Signò, ‘na rosa porta fortuna.
E costa poco…
ma vale tanto.»
RAGAZZA FRANCESE
«Non ho bisogno di fortuna.
Ho bisogno di coraggio.»
VENDITORE DI ROSE
«Ah, allora te serve ‘na rosa doppia.»
(La Fontana si illumina di un blu più intenso.)
LA FONTANA
«Ogni notte raccolgo
le speranze dei vivi
e le paure dei viaggiatori.
Ma stasera…
c’è qualcosa che cambia.»
(Il Turista si volta verso l’acqua, come attratto.)
TURISTA
«Sembra che me chiama…»
BARISTA
«Aho, nun te buttà, eh.
Che poi tocca a me tiratte fori.»
(La Ragazza Francese si avvicina al Turista.)
RAGAZZA FRANCESE
«Qual è il suo desiderio?»
TURISTA
«Nun lo so ancora.
Ma so che deve esse’ grande.
Da far tremà l’acqua.»
RAGAZZA FRANCESE
«Allora non lo lanci.
Lo custodisci.»
TURISTA
«E che faccio?»
RAGAZZA FRANCESE
«Aspetti il momento giusto.
Ogni destino ha il suo tempo.»
(La Fontana mormora più forte.)
LA FONTANA
«Il tempo…
è la mia moneta più antica.»
(Il Barista si avvicina, serio per la prima volta.)
BARISTA
«Fratè…
quanno uno esita davanti a ‘na moneta…
vuol dire che la vita sta a cambià.»
TURISTA
«E se sbajo?»
BARISTA
«Er core nun se sbaja.»
(Silenzio. L’acqua scorre. Il Turista stringe la moneta, ma non la lancia.)
(La luce si abbassa. La Fontana parla come un coro tragico.)
LA FONTANA
«Così comincia il viaggio:
non con un lancio,
ma con un dubbio.»
Sipario sull’Atto II.
Fontana di Trevi – Dramma in cinque atti
Atto III – Il patto delle ombre
Personaggi in scena:
Er Barista
Il Turista
La Fontana
La Ragazza Francese
Il Venditore di Rose
Un Uomo in Cappotto Scuro – enigmatico, osservatore, forse troppo attento
Scena:
La notte è diventata più profonda. La piazza si è svuotata un poco. L’acqua della Fontana sembra più scura, come se custodisse un segreto.
(Il Turista è ancora con la moneta in mano. La Ragazza Francese lo osserva. Il Barista pulisce il bancone, ma guarda spesso verso di loro.)
LA FONTANA
(voce più grave, quasi un sussurro)
«Chi trattiene un desiderio
trattiene un destino.
E ogni destino trattenuto
cerca un varco per uscire.»
(Il Turista rabbrividisce.)
(Entra l’Uomo in Cappotto Scuro. Cammina lentamente, come se conoscesse già la scena.)
UOMO IN CAPPOTTO SCURO
«Strano…
una moneta che non vuole cadere.»
TURISTA
«E tu chi si’ scusame?»
UOMO
«Uno che ascolta.
Uno che vede.
Uno che sa quando un uomo
sta per cambiare strada.»
(Il Barista si irrigidisce.)
BARISTA
«Aho… e tu da ‘ndo sbuchi?
Qui nun se fanno prediche.»
UOMO
(sorridendo appena)
«Io non predico.
Ricordo.»
(La Ragazza Francese si avvicina all’Uomo.)
RAGAZZA FRANCESE
«Che cosa ricorda?»
UOMO
«Che ogni desiderio ha un prezzo.
E che la Fontana…
non regala niente.»
LA FONTANA
(come un tuono sommerso)
«Non è vero.
Io custodisco.
Non prendo.»
UOMO
«Custodire è un modo elegante
per dire trattenere.»
(Il Turista guarda l’acqua, poi l’Uomo.)
TURISTA
«E secondo te…
che dovrei fa’?»
UOMO
«Lanciare.
O distruggere la moneta.
Non esiste una terza via.»
BARISTA
«Aho, piano!
Qui nun se distrugge niente.
La vita è già complicata così.»
(Il Venditore di Rose interviene, come un giullare tragico.)
VENDITORE DI ROSE
«Signò…
le scelte so’ come le spine:
se nun pungi, nun vivi.»
(La Ragazza Francese prende la mano del Turista.)
RAGAZZA FRANCESE
«Non ascolti nessuno.
Ascolti te stesso.
Il resto… è rumore.»
LA FONTANA
«Il cuore non sbaglia.
Ma teme.»
(L’Uomo in Cappotto Scuro si avvicina al bordo della Fontana.)
UOMO
«Roma è piena di desideri sospesi.
Alcuni tornano.
Altri…
si perdono per sempre.»
(Si volta verso il Turista.)
UOMO
«Tu…
non sei venuto qui per un desiderio.
Sei venuto per una risposta.»
(Il Turista sbianca.)
(Silenzio. L’acqua scorre. Le luci si abbassano.)
LA FONTANA
«E la risposta…
sta per emergere.»
Sipario sull’Atto III.
Fontana di Trevi – Dramma in cinque atti
Atto IV – Il rovescio del desiderio
Personaggi in scena:
Er Barista
Il Turista
La Fontana
La Ragazza Francese
Il Venditore di Rose
L’Uomo in Cappotto Scuro
Una Voce Antica – che emerge dall’acqua, come memoria di Roma
Scena:
La piazza è quasi vuota. La notte è diventata profonda, quasi densa.
La Fontana brilla di una luce innaturale, come se l’acqua trattenesse un respiro millenario.
(Il Turista è immobile. La moneta nella sua mano sembra pesare più del dovuto.)
LA FONTANA
(voce più cupa, come un coro tragico)
«Ogni scelta sospesa
diventa un’ombra.
E ogni ombra…
cerca un corpo.»
(Il Turista deglutisce.)
(L’Uomo in Cappotto Scuro avanza. Il Barista gli si para davanti.)
BARISTA
«Aho, mo basta.
Qui nun se gioca co’ la testa della gente.»
UOMO
«Io non gioco.
Io ricordo.
E ricordo a tutti che Roma
non è una città:
è un giudizio.»
BARISTA
«E allora giudica me.
Ma lascialo stare.»
(La Ragazza Francese si avvicina al Turista.)
RAGAZZA FRANCESE
«Non devi avere paura.
La paura è solo un ponte
che non porta da nessuna parte.»
TURISTA
«E se sbaglio?
E se ‘sta moneta cambia tutto?»
RAGAZZA FRANCESE
«Allora vuol dire che doveva cambiare.»
(Il Venditore di Rose posa il suo mazzo a terra, come un’offerta.)
VENDITORE DI ROSE
«Signò…
la vita è ‘na rosa:
bella, ma te punge.
E se nun te punge…
nun è vera.»
(L’Uomo in Cappotto Scuro si avvicina al bordo della Fontana. L’acqua si increspa.)
UOMO
«Ascolta.
Non la voce degli altri.
La voce che viene da qui.»
(Tocca l’acqua con due dita.)
(Una Voce Antica emerge dall’acqua. È profonda, solenne, come un’eco di secoli.)
VOCE ANTICA
«Roma non chiede.
Roma offre.
Ma ogni offerta
ha un rovescio.»
TURISTA
«Chi… chi parla?»
LA FONTANA
«La memoria.
La mia memoria.
Quella che nessuno vede,
ma tutti usano.»
(Il Turista guarda la moneta. Le luci si stringono su di lui.)
TURISTA
«Io…
io nun so che voglio.
È questo il problema.»
BARISTA
«Fratè…
quanno nun sai che voi…
vuol dire che stai a crescere.»
RAGAZZA FRANCESE
«O che stai per cambiare strada.»
VENDITORE DI ROSE
«O che stai per trovà ‘na spina grossa.»
UOMO
«O che stai per perdere tutto.»
(Silenzio. L’acqua si ferma per un istante.)
LA FONTANA
«Ogni desiderio ha un prezzo.
Ma ogni rinuncia…
ne ha uno più alto.»
(Il Turista chiude gli occhi.)
(La Ragazza Francese gli prende la mano.)
RAGAZZA FRANCESE
«Non lanciare la moneta.
Non ancora.
Prima devi sapere
chi sei.»
(L’Uomo in Cappotto Scuro sorride, come se aspettasse proprio quella frase.)
UOMO
«E finalmente…
la verità si avvicina.»
(Le luci si abbassano. L’acqua torna a scorrere. Il Turista apre gli occhi.)
TURISTA
«Allora…
che succede adesso?»
LA FONTANA
«Adesso…
comincia il destino.»
Sipario sull’Atto IV.
Fontana di Trevi – Dramma in cinque atti
Atto V – La scelta e il ritorno
Personaggi in scena:
Er Barista
Il Turista
La Fontana
La Ragazza Francese
Il Venditore di Rose
L’Uomo in Cappotto Scuro
La Voce Antica
Scena:
La piazza è quasi deserta.
La luce della Fontana è diventata bianca, quasi sacrale.
Il Turista è al centro, la moneta stretta nel pugno.
(La Fontana tace. Un silenzio irreale.)
BARISTA
(a bassa voce)
«Aho… pare che pure l’acqua sta a sentì.»
RAGAZZA FRANCESE
«È il momento.
Ogni viaggio ha un punto in cui si deve decidere.»
VENDITORE DI ROSE
«E ogni decisione…
te costa ‘na spina.»
(L’Uomo in Cappotto Scuro avanza. Le sue scarpe non fanno rumore.)
UOMO
«Hai trattenuto il desiderio abbastanza.
Ora devi scegliere:
lanciare…
o lasciare.»
TURISTA
«E se sbaglio?»
UOMO
«Non esiste errore.
Esiste solo il prezzo.»
(La Voce Antica emerge dall’acqua, più chiara che mai.)
VOCE ANTICA
«Ogni uomo viene a me
per un motivo che non conosce.
Tu…
sei venuto per ricordare.»
TURISTA
«Ricordare cosa?»
LA FONTANA
«Chi sei.
Prima dei desideri.
Prima delle paure.
Prima delle scelte.»
(Il Turista apre lentamente la mano. La moneta brilla.)
BARISTA
«Fratè…
er core nun se sbaja.»
RAGAZZA FRANCESE
«E se si sbaglia…
si impara.»
VENDITORE DI ROSE
«E se nun impari…
te punge de nuovo.»
(Il Turista guarda la moneta. Poi guarda l’acqua.)
TURISTA
«Io…
io nun voglio un desiderio.
Voglio una direzione.»
LA FONTANA
«Allora non lanciare.
Cammina.»
(L’Uomo in Cappotto Scuro sorride, per la prima volta con calore.)
UOMO
«Hai scelto.
E la scelta…
è tua.»
(Il Turista chiude la mano sulla moneta e la mette in tasca.)
TURISTA
«Nun la butto.
La porto con me.
Finché nun capisco dove sto annà.»
(La Fontana si illumina come un’alba.)
LA FONTANA
«Così sia.
Non tutti devono lanciare.
Alcuni devono tornare.
Altri devono partire.»
(Il Barista si avvicina e gli dà una pacca sulla spalla.)
BARISTA
«E mo…
vieni a beve un altro caffè.
Che la vita, senza caffè…
nun parte.»
(Il Turista ride. La Ragazza Francese sorride. Il Venditore di Rose raccoglie il suo mazzo.)
(L’Uomo in Cappotto Scuro si allontana, dissolvendosi tra le ombre.)
UOMO
«Il destino…
non si lancia.
Si vive.»
(La Fontana parla per l’ultima volta.)
LA FONTANA
«E così finisce la notte.
Con una moneta non lanciata
e un uomo che ha scelto
di scegliere.»
Sipario.
Il dramma è compiuto.
Roma ha parlato.
E il Turista… è diventato un viaggiatore.
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Publié sur e-Stories.org sur 08.01.2026.
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